mercoledì 10 aprile 2013
Storia di due donne
di Andrea Canini
A
marzo si è spenta Teresa Mattei; a marzo è stata eletta Presidente
della Camera dei Deputati Laura Boldrini. Chi sono?
Teresa
Mattei, giovane partigiana, nasce a
Genova nel 1921. Viene eletta
all’Assemblea Costituente a soli 25 anni, è “madre” della
Costituzione e della mimosa come simbolo della festa della donna.
Teresa ha lottato per la libertà del nostro
Paese, ha rischiato la vita e provato sulla sua pelle la ferocia
nazista. La versione definitiva dell’articolo 3 della Costituzione
sul tema dell’uguaglianza l’ha firmato proprio lei. Quando viene
espulsa dal Pci (Partito comunista italiano), sceglie di difendere i
diritti dei deboli, donne e bambini.
Laura Boldrini è nata
a Macerata il 28 aprile del 1961. Per oltre vent’anni ha lavorato
per le agenzie delle Nazioni Unite. Dal 1998 al 2013 è stata
portavoce dell’Alto Commissariato ONU per rifugiati. Ha avuto molti
riconoscimenti come la Medaglia Ufficiale della Commissione Nazionale
per la parità e le pari opportunità tra uomo e donna (1999). Il 16 marzo è stata eletta Presidente della Camera dei Deputati.
Queste
due donne si sono battute per i diritti umani, sognando un mondo
migliore, che capisca le situazioni peggiori e cerchi di aiutare chi
si trova in tali circostanze, un mondo senza distinzione di sesso,
razza, etnia, religione.
Mi fanno pensare a Giovanni Falcone che ha combattuto per debellare la mafia dalla sua città,
Palermo, ma anche dal resto d’Italia, perché non ci sia più gente
che si sente superiore ad altri e va nei negozi a chiedere il
pizzo o scioglie nell’acido un bambino, perché non ci sia più
l’omertà, il nullu sacciu, perché l’Italia e il resto del
mondo siano liberi dalle ingiustizie.
Queste sono persone da prendere
come esempio. Sono i veri italiani che si battono per la libertà
del paese e realizzano quello che le altre persone vogliono, ma
non possono o non vogliono fare, magari semplicemente perché non ne
hanno il coraggio, perché hanno paura che gli succeda qualcosa.
Queste persone hanno in comune molte cose, ma una la riassume tutte:
giustizia e libertà. È questo il loro più grande insegnamento.
di A. Canini
lunedì 8 aprile 2013
Particelle atomiche e subatomiche
di Andrea Canini
L’atomo
è caratterizzato da un nucleo centrale molto denso costituito da tre
tipi di particelle: i neutroni (privi di carica elettrica), i
protoni (di carica elettrica positiva) e gli elettroni (di carica
negativa) che girano attorno al nucleo ad alta velocità formando
come dei gusci.
I protoni e neutroni hanno massa quasi uguale, gli
elettroni sono 1836 volte più piccoli di un protone e 1837 volte più
piccoli di un neutrone.
L’elettrone è una particella elementare,
cioè non è costituito da altre particelle.
Protoni e Neutroni sono
invece costituiti da altre particelle. Sia i Protoni che i Neutroni
sono costituiti da tre quark. Il quark è una particella che non è
mai stata osservata da sola, ma solo in combinazione di due o più
quark.
Considerando che la carica elettrica del protone è +1 e
quella dell’elettrone è -1, si nota che i quark hanno carica
elettrica frazionaria che può essere o +2/3 o -1/3.
Esistono sei tipi di
quark che, oltre che per la carica elettrica, si differenziano anche
per la massa.
Il protone è costituito da due quark Up e un Quark
Down, mentre il Neutrone è costituito da un quark Up e due Quark
Down. Per quanto riguarda la carica elettrica, vediamo che:
- per il protone: 2/3 + 2/3 - 1/3 = +1;
- per il neutrone: 2/3 - 1/3 - 1/3 = 0;
I
quark sono tenuti insieme nel protone o nel neutrone dalla cosiddetta
“interazione forte” che è una delle quattro forze fondamentali
che esistono in natura (le altre sono elettromagnetismo,
l’interazione debole e la gravità). L’interazione forte è la
stessa forza che permette di tenere insieme i protoni nel nucleo
dell’atomo, in quanto è più forte dell’elettromagnetismo per la
quale i protoni, tutti di uguale carica elettrica positiva, si
dovrebbero respingere.
All’interno del protone e del neutrone,
l’interazione forte è trasmessa attraverso i gluoni che sono
particelle elementari di massa praticamente nulla e privi di carica
elettrica. I gluoni sono dunque i “mediatori” dell’interazione
forte.
I mediatori dell’interazione elettromagnetica sono invece i
fotoni, mentre quelli dell’interazione debole sono i bosoni W e Z.
Per quanto riguarda l'interazione gravitazionale, il suo mediatore,
chiamato gravitone, seppur previsto teoricamente, non è stato ancora
osservato.
Una proprietà delle particelle subatomiche è quella
denominata “dualismo Onda – Particella”. La questione è molto
semplice: in alcuni esperimenti le particelle elementari si
comportato come particelle materiali, ma in altri esperimenti si
comportano come onde, cioè hanno una natura che, all’osservatore,
si presenta talvolta come corpuscolare e talvolta come ondulatoria.
Il fatto è che noi descriviamo tramite modelli Fisico-Matematici
“oggetti” che in realtà sono per noi inconoscibili, ma che, a
differenza della rappresentazione illusoria della realtà che ci dà il nostro cervello, rappresentano la vera realtà. Il fenomeno è
mirabilmente sintetizzato dall’equazione di De Broglie: ad ogni
particella di massa m, che si muova alla velocità v, è associata
una lunghezza d’onda L.
di A. Canini
mercoledì 3 aprile 2013
Un incontro sul Tibet
di Massimiliano Corazza
Il
13 marzo abbiamo fatto un incontro con Claudio Cardelli,
presidente dell’Associazione Italia-Tibet, a cui hanno partecipato
tutte le classi della scuola media di Pennabilli.
Claudio
Cardelli collabora con giornali turistici, televisivi, è socio del
Touring Club, è amico del Dalai Lama, e da giovane ha compiuto
numerosi viaggi in Asia.
Nel
2004 ha trovato in Tibet la campana fatta da Padre Orazio Olivieri e
nel 2005 ha portato il calco della campana a Pennabilli.
La
relazione è iniziata con Cardelli che ci mostrava delle immagini sul
Tibet: le montagne, i massicci, l’Everest, i fiumi e la catena
dell’Himalaya.
Ci
ha spiegato anche che il Tibet è chiamato “il tetto del mondo”
perché la sua altitudine media è di 4000-5000 metri.
Successivamente
ci ha mostrato alcune foto dell’invasione della Cina in Tibet, della fuga del Dalai lama in India attraverso l’Himalaya, e la
trasformazione del Tibet da parte della Cina; ci ha anche raccontato
della distruzione della fauna e della flora da parte dei cinesi.
Con
un video ci ha fatto vedere le tradizioni e i costumi dei tibetani e
dei monaci buddisti; il suo scopo era di spiegarci come l’invasione dei cinesi abbia quasi annientato l’identità del Tibet
che si può comunque vedere nelle tradizioni e nei costumi che la
popolazione usa.
Questo
incontro mi è piaciuto, perché Cardelli ci ha spiegato delle
cose importanti sul Tibet che neanche immaginavo.
di M. Corazza
Bologna Storica
di Massimiliano Corazza
Piazza
Maggiore è la piazza principale di Bologna,
misura 115 metri in lunghezza e 60 metri in larghezza, ed è
circondata dai più importanti edifici della città medievale.
L’edificio più antico è il Palazzo del Podestà,
che risale al 1200 ed è sormontato dalla Torre dell'Arengo, che
sonando la sua campana chiamava il popolo a raccolta. A questo fu
aggiunto in breve il Palazzo Re Enzo.
All’inizio piazza Maggiore comprendeva anche la parte dove si trova la
fontana di Nettuno ma adesso è divisa in piazza Nettuno e piazza
Maggiore.
In
un terrazzo del Palazzo del Podestà si trova la statua in bronzo di
papa Gregorio che non fu distrutta da Napoleone Bonaparte, perché gli
venne fatto credere che fosse il santo della città.
Piazza Nettuno è
caratterizzata dalla fontana sopra la quale si trova la statua in
bronzo di Nettuno.
Bologna,
nell’antichità, comprendeva più di 100 torri mentre adesso ne
sono rimaste solo 27; a queste costruzioni si accedeva solo usando
delle scale esterne, che venivano tolte in caso di attacco alla
città. Quando finì il medioevo i ricchi comprarono le torri, e
dato che non c’era più bisogno di difendersi vollero aprire delle
porte al piano terra, ma in questo modo molte torri incominciarono a
crollare. Le due torri più importanti di Bologna sono quella della
Garisenda e quella degli Asinelli, che appartenevano alle due più
ricche famiglie di quei tempi; la più alta è quella degli Asinelli
che misura 100 metri, mentre la Garisenda prima misurava 60 metri, però quando la famiglia si impoverì un pezzo della torre venne
tagliata e ora misura 47 metri.
La
Basilica di Santo Stefano è un complesso di edifici di culto di Bologna. Si affaccia sull'omonima piazza ed è
conosciuta anche come il complesso delle “Sette Chiese”;la
tradizione indica San Petronio come
ideatore della basilica, che avrebbe dovuto imitare il Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Le origini degli edifici sono molto antiche: la
chiesa del Santo Sepolcro risale forse al V secolo; ha forma ottagonale e il tetto è sostenuto
da colonne, è la più importante perché al suo interno si trova il
sepolcro con due sarcofagi, uno è vuoto e viene aperto nei giorni
pasquali per fare entrare Gesù nel sarcofago e l’altro fino a
qualche tempo fa era occupato dai resti di San Petronio.
La Basilica di San Petronio è la chiesa più famosa e maestosa di Bologna: domina Piazza Maggiore, ed è
la sesta chiesa più grande d'Europa. Le sue grandi dimensioni (132
metri di lunghezza e 66 di larghezza, con un'altezza della volta di
45 metri, mentre sulla facciata tocca i 51 metri) ne fanno la quarta
chiesa più grande d'Italia (la terza, se si esclude San Pietro, che fa parte del territorio dello Stato della Città del Vaticano).
Dedicata a Petronio, il Santo Patrono della città,
la sua fondazione risale al 7 giugno 1390.
Nel 1387, il Consiglio dei Seicento del Comune di Bologna, in
riconoscimento dell'impegno speso dal Vescovo Petronio (V secolo), decise di iniziare
la costruzione di un tempio a lui dedicato. La facciata incompiuta di
San Petronio è divisa in due fasce
orizzontali: quella inferiore è in marmo ed è stata costruita tra il '400 e il '500, quella superiore è costruita con materiale laterizio.
La parte inferiore è rivestita di pietra d'Istria e marmo rosso di Verona e vi si aprono tre portali.
L’Università di Bologna è la più anticha del mondo ed è famosa per
il teatro anatomico, dove venivano sezionati i cadaveri; risale al
1637, è fatto tutto in legno. Il professore era seduto su una
cattedra e l’alunno stava dentro all’ anello e sezionava il
corpo, aiutato dalle indicazioni del professore che usava un lungo
bastone. Si partiva alle quattro della mattina e si finiva il giorno
dopo; si iniziava sezionando il torace e si finiva con il
cervello. Gli alunni non potevano fare troppe domande, perché le
lezioni venivano osservate da un monaco che ascoltava le risposte e
se queste non erano adeguate il professore poteva essere impiccato.
di M. Corazza
lunedì 1 aprile 2013
Archiginnasio di Bologna
di Andrea Canini
Bologna
è la città con la più antica università al mondo.
Questa è
chiamata Archiginnasio. Era denominata università degli studenti
perché erano gli studenti che proponevano le materie e, al contrario
di Parigi, dove c’era solo teologia per il clero e filosofia per i
nobili, a Bologna c’erano molte facoltà, tra cui legge, medicina…
Nel 1500 all’università di Bologna si contavano 33.000 studenti,
mentre 150 anni fa solo 700.
Una cosa che oggi non c’è più nelle
scuole era il paniere, dove gli studenti benestanti davano dei soldi
in più per gli studenti che non potevano permettersi di pagare gli
studi. Se qualcuno usufruiva del paniere in modo sbagliato, per
ubriacarsi nelle osterie o per le prostitute, veniva impiccato, se non
poteva restituire i soldi rubati.
L’università di Bologna era una scuola pubblica, quindi potevano
entrarci tutte le persone che potevano pagare gli studi, con o senza
paniere, maschi e femmine, mentre a Parigi erano ammessi solo nobili
e clero, cattolici e maschi.
Oggi sulle mura
dell’università si vedono gli stemmi delle famiglie che hanno
fatto gli studi universitari a Bologna. Se ne contano solo 7000,
ma un tempo erano molti di più.
Qui c’è anche una biblioteca
immensa, dove gli studenti potevano consultare i libri per gli studi.
- Il Teatro Anatomico
L’unica
università nello Stato della Chiesa dove si potevano tenere lezioni
di anatomia era quella di Bologna. Nel Teatro Anatomico, dove si
tenevano le lezioni di medicina, venivano dissezionati i corpi,
per studiarne l’anatomia. Tutto era in legno per assorbire i cattivi odori. Le lezioni si svolgevano nei mesi freddi, perché in questo
modo i corpi si mantenevano meglio.
Il professore stava seduto in una
specie di trono, distante dal corpo che veniva dissezionato, e con un
bastone indicava gli organi di cui doveva parlare. Sul trono ci sono
due statue, gli Spellati, uomini senza pelle per rappresentare i
muscoli del corpo.
Le lezioni iniziavano alle quattro di mattina e
finivano alle quattro della mattina dopo. Si iniziava con lo stomaco e si finiva con il cervello.
In alto c’era una finestra segreta
dove un monaco domenicano molto vicino al Papa ascoltava le lezioni
per controllare se il professore diceva delle cose contrarie agli
ideali della Chiesa, come ad esempio la creazione dell’uomo. Per
questo durante le lezioni non si potevano fare domande di alcun
genere, per non essere puniti dal monaco.
Al
centro del soffitto c’è una rappresentazione di Apollo, il dio
protettore della medicina.
di A. Canini
mercoledì 27 marzo 2013
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